Turismo, dalla storia alla natura: ecco Santo Stefano di Sessanio

Dalla natura alla storia. Siamo a 1.250 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Qui sorge Santo Stefano di Sessanio, uno dei borghi più suggestivi d’Italia. Piccolo gioiello medievale incastonato tra le montagne, conta appena 117 abitanti ma custodisce un patrimonio storico, artistico e culturale che lo ha reso celebre ben oltre i confini regionali. Il borgo appartiene al Club dei Borghi più belli d’Italia ed è oggi un simbolo di rinascita: da luogo spopolato e abbandonato nella seconda metà del Novecento a laboratorio di turismo sostenibile, grazie al modello dell’albergo diffuso che ha restituito vita e autenticità alle sue antiche dimore.

Le origini del paese risalgono all’XI secolo, sorto sui ruderi di un insediamento romano chiamato Sextantio. Nel Medioevo appartenne ai Piccolomini e successivamente ai Medici, periodo in cui raggiunse il massimo splendore grazie al commercio della pregiata lana “carfagna”. Il centro storico mantiene un impianto ellissoidale, con vicoli stretti, archi, passaggi coperti e case-torri che si arrampicano seguendo la roccia. Fino al terremoto del 2009, lo skyline era dominato dalla celebre Torre Medicea, oggi in ricostruzione. Tra i luoghi più significativi da visitare spiccano la Casa del Capitano, la trecentesca chiesa di San Stefano Protomartire e la suggestiva chiesa della Madonna del Lago, affacciata su un piccolo specchio d’acqua appena fuori dal borgo. Passeggiare a Santo Stefano significa fare un viaggio indietro nel tempo: le pietre raccontano secoli di storia e le architetture medievali si fondono armoniosamente con il paesaggio montano che le circonda.

Nonostante le dimensioni ridotte, Santo Stefano è un centro vivace di cultura e sperimentazione. Qui hanno trovato casa artisti e musicisti, come l’ensemble “Officina Musicale”, che tiene concerti e prove aperte nel borgo. Mostre ed eventi arricchiscono il calendario, rendendo il paese un polo di interesse internazionale. Il Museo Terra delle Baronie, gestito dal Parco, racconta invece le tradizioni e i valori legati al territorio, offrendo al visitatore uno sguardo profondo sulla storia e sulla natura della montagna abruzzese.

La gastronomia locale è un altro motivo per raggiungere Santo Stefano di Sessanio. Qui nasce una delle eccellenze riconosciute a livello nazionale: la lenticchia di Santo Stefano, presidio Slow Food. Piccola, scura, dalla buccia sottile, non necessita di ammollo ed è ricca di ferro. Si gusta in zuppe semplici con crostini e olio extravergine, ma anche con salsicce, patate o pasta fatta a mano. Tra i piatti tipici troviamo l’agnello “alla chiaranese”, i formaggi come il Canestrato di Castel del Monte, lo zafferano di Navelli e ricette legate alle festività: ceci e castagne alla vigilia di Natale, sagnette al sugo di agnello per la festa patronale, gnocchetti e fagioli poverelli a Pasqua. Tra i dolci, spiccano le ferratelle, i biscotti alle mandorle e il suggestivo “pasticcio degli dei” con crema allo zafferano. Inoltre, il borgo celebra le sue tradizioni con numerose manifestazioni: il 2 e 3 agosto si svolge la festa patronale in onore di San Stefano Protomartire e San Isidoro; a settembre la Sagra della lenticchia richiama visitatori da tutta Italia. Durante l’estate, il cartellone “Estate nel Borgo” anima le vie con spettacoli e iniziative culturali, mentre la musica classica trova spazio tutto l’anno grazie ai concerti ospitati nei fine settimana.

Santo Stefano di Sessanio è oggi un esempio virtuoso di come un borgo quasi dimenticato possa rinascere senza tradire la propria identità. Qui la bellezza si intreccia con la sostenibilità, la storia incontra l’arte e la tradizione dialoga con l’innovazione. Visitare Santo Stefano non è soltanto una “gita”: è un viaggio lento, tra montagne maestose e vicoli di pietra, in uno dei luoghi più autentici e poetici d’Abruzzo.

Leggi il precedente

In arrivo il weekend che segna la fine delle vacanze: bollino rosso sulle strade da oggi

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *