La creatività giovanile come motore per l’inclusione sociale e veicolo di messaggi fondamentali. Sabato 6 giugno 2026, il “Meet Park” di Noci ospiterà la sesta edizione della GDA – Giornata dell’Arte, una manifestazione dedicata alla cultura, ai laboratori e al talento locale, organizzata in collaborazione con l’Aci. L’evento vedrà la partecipazione di circa 500 studenti del polo liceale e professionale del territorio, impegnati in contest musicali, di pittura e di poesia. Accanto ai linguaggi espressivi, la rassegna ospiterà un importante focus sulla sicurezza stradale curato dall’Autoscuola Pinto, storica realtà locale. Abbiamo approfondito il programma e gli obiettivi dell’iniziativa con Francesca Amatulli che sicura afferma: «Mostriamo sul campo come si salva la vita»
Francesca Amatulli, la Giornata dell’Arte a Noci è un grande evento di aggregazione. Qual è il programma e come si inserisce la vostra autoscuola in questa cornice?
«La Giornata dell’Arte è l’evento che chiude l’anno scolastico e che quest’anno coinvolgerà circa 500 ragazzi del polo liceale e professionale in contest di musica, pittura e poesia. Come Autoscuola Pinto, cogliamo questa eccezionale cornice di pubblico giovanile per accendere i riflettori su un argomento cruciale: la sicurezza stradale. Saremo presenti con due postazioni interattive. La prima è un simulatore di guida, utile a dare un primo approccio tecnico al veicolo, dimostrando quanta concentrazione serva al volante. La seconda è un percorso a ostacoli a piedi da compiere indossando speciali occhiali che simulano lo stato di ebbrezza. Attraverso piccoli giochi come lanciare una palla, raccogliere le chiavi o aprire una porta, dimostriamo visivamente come gesti quotidiani diventino difficili se alterati. Figuriamoci cosa significa guidare in quello stato».
L’iniziativa si avvale della collaborazione con Aci. Quanto è importante per voi questa rete?
«Siamo stati tra i primi, nel 2013, ad aderire al network nazionale “Ready2Go” promosso da Aci. Dopo cinquant’anni di attività sul territorio, ci siamo resi conto di come sia cambiato il contesto: da un lato c’è un aumento esponenziale delle auto in circolazione, dall’altro i neopatentati sono sempre più distratti e ansiosi. Oggi non ci si può limitare a preparare un ragazzo per fargli superare l’esame. Dobbiamo formarlo a un uso consapevole e maturo dell’auto. La partnership con Aci ci permette di affrontare questa sfida con serietà, offrendo veri e propri corsi di guida sicura».
Dal vostro osservatorio quotidiano, quanto è urgente oggi comunicare la sicurezza stradale alle nuove generazioni?
«La sicurezza stradale si deve fare nei fatti, non solo a parole. Oggi notiamo due estremi tra i giovani: chi ha un approccio spavaldo e si sente un pilota e chi, al contrario, manifesta forte ansia al volante. Entrambi gli atteggiamenti sono rischiosi perché impediscono di gestire l’imprevisto che la strada prima o poi presenta. Parlare con i ragazzi, raccontare esperienze reali e metterli di fronte ai pericoli serve a creare una vera cultura della prevenzione, prima che i comportamenti a rischio si trasformino in abitudini consolidate. Proteggere la sicurezza significa, prima di tutto, tutelare il valore della vita».



