Scatta il taglio delle accise sul gasolio: ecco quanto si risparmia al distributore e perché la benzina resta fuori

foto pixabay

È scattato ufficialmente dalla mezzanotte del 27 luglio il taglio delle accise sul gasolio deciso dal governo per calmierare l’impennata dei costi energetici. La misura d’urgenza è contenuta all’interno di due distinti decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Il primo provvedimento, firmato dal Ministero dell’Economia di concerto con il Ministero dell’Ambiente, stabilisce una sforbiciata al prezzo del diesel pari a complessivi 17 centesimi al litro (composti da 14 centesimi di accisa netta a cui si aggiungono 3 centesimi di Iva al 22%). Questo primo step, finanziato con 20,5 milioni di euro derivanti dall’extragettito Iva di giugno, coprirà le giornate di oggi e domani. Il secondo provvedimento, un decreto legge con disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi e sull’Ilva, prolunga invece l’efficacia dello sconto dal 30 luglio fino al prossimo 6 agosto, stanziando coperture complessive per circa 105,8 milioni di euro per l’anno 2026.

L’intervento si tradurrà in un alleggerimento immediato per le tasche degli automobilisti. Secondo i calcoli diffusi dal Codacons, lo sconto garantirà un risparmio medio di 8,5 euro per ogni pieno di carburante. Tuttavia, l’effetto psicologico sul mercato potrebbe essere parziale: con il prezzo medio del gasolio in modalità self service attestato sulla rete stradale a quota 2,185 euro al litro, il ribasso di 17 centesimi potrebbe non bastare a riportare il diesel sotto la soglia critica dei 2 euro al litro, mentre la benzina resta ferma a 1,982 euro. L’evoluzione dei listini rimane legata a una forte volatilità finanziaria, pesantemente condizionata dalle tensioni geopolitiche e dai venti di guerra nello Stretto di Hormuz.

La decisione dell’esecutivo di intervenire esclusivamente sul comparto del gasolio, escludendo la benzina, risiede nell’anomalo sorpasso dei prezzi alla pompa. In Italia il diesel ha tradizionalmente sempre avuto un costo inferiore alla Super grazie a un’accisa più bassa volta ad agevolare l’autotrasporto. Lo scenario è però mutato dopo che l’ultima manovra finanziaria ha avviato il riallineamento delle aliquote, eliminando la vecchia agevolazione sul gasolio in quanto classificata come sussidio ambientalmente dannoso. A questo si sono sommati i riflessi della crisi in Iran, che ha generato rincari più violenti proprio sul diesel poiché si tratta del carburante più richiesto e utilizzato dai settori produttivi e logistici.

Per finanziare l’intera operazione fino al 6 agosto sono stati mobilitati complessivamente 125 milioni di euro. Le coperture sono state recuperate attingendo all’incremento del gettito Iva sui carburanti registrato a maggio, ai fondi derivanti dalle sanzioni irrogate dall’Antitrust e alle risorse del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica (Fispe). Resta l’incognita su cosa accadrà dal 7 agosto in poi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha anticipato la strategia per il post-emergenza: «Attendiamo l’inizio di agosto per utilizzare le accise mobili maturate nel mese di luglio». Questo meccanismo consente di ridurre la tassa sui carburanti autofinanziandosi con il surplus di Iva incassato dallo Stato a causa del rincaro della materia prima, evitando così di produrre nuovo debito pubblico. Lo strumento delle accise mobili presenta però dei limiti strutturali rispetto al taglio secco: può essere applicato solo nel mese successivo alla rilevazione e garantisce un impatto più contenuto, stimato dagli esperti di lavoce.info in un risparmio compreso tra i 7 e i 10 centesimi al litro.

Read Previous

Documenti dell’auto persi o rubati all’estero: come comportarsi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Most Popular