In pista con il rombo della solidarietà: intervista a Francesco Perulli, ideatore del Trofeo MotorTerapia

Ci sono passioni che emozionano perché sono capaci di regalare il brivido: quello della velocità, del vento sulla pelle, del rombo del motore. Ci sono momenti, poi, in cui queste passioni regalano un brivido che solo un’emozione condivisa può dare. È ciò che accade, ad esempio, nella MotorTerapia, dove un motore può farsi ponte per raggiungere e coinvolgere gli altri. Ne parliamo con Francesco Perulli, presidente del Moto Club Salentum Terrae, ideatore del “Trofeo MotorTerapia”, di cui lo scorso 8 dicembre si è svolta la prima edizione barese, organizzata in collaborazione con Aci Bari-Bat.

 

MotorTerapia: di cosa si tratta?

Parliamo di eventi automobilistici e motociclistici che coniugano la passione per lo sport con la solidarietà e la totale apertura nei confronti dei diversamente abili, ancora troppo spesso svantaggiati dalle barriere nella possibilità di provare le emozioni legate ai motori. Mi piace definire questo ambito come un vero e proprio “laboratorio creativo di emozioni”. Come, d’altronde, lo è stato anche per me nel momento in cui ho realizzato di voler intraprendere questo nuovo progetto.

Come è nata la scintilla?

Circa tre anni fa, casualmente, ho assistito ad una intervista televisiva ad un motociclista campione di freestyle: un ragazzo giovane, che raccontava di come amasse dedicare parte del suo tempo ai diversamente abili, permettendo loro di avvicinarsi, conoscere e vivere la sua stessa passione. Questa storia mi ha emozionato e mi ha portato subito ad immaginare di poter fare lo stesso, pensando di coinvolgere le auto da rally, le automobili sportive di un certo valore e poi anche le moto, con l’attenzione alla scelta di quelle dotate di sedili che non lasciassero spazio al rischio legato alla mobilità del passeggero.

Da lì, come una vera e propria sfida, è nata l’idea del Trofeo dedicato alla MotorTerapia…

La sfida è partita nel leccese, con l’enorme soddisfazione di ospitare 99 persone alla sua prima edizione e di raggiungere, nelle successive, il numero record di 176 partecipanti: tutte persone diversamente abili, giovani e meno giovani, ospitate insieme ai loro accompagnatori. È stata una vera festa dello sport e della solidarietà!

L’8 dicembre dello scorso anno, poi, la prima edizione del “Trofeo MotorTerapia Aci Bari-Bat”: come è andata?

Possiamo dire certamente che l’evento di dicembre 2019 costituisce la prima pietra posata per la realizzazione di una forte e duratura collaborazione con Aci Bari-Bat e con l’Autodrono del Levante di Binetto. Entrambi gli interlocutori sono stati disponibili e hanno sposato il nostro progetto fin dal primo istante, senza batter ciglio. La stessa apertura ci è stata dimostrata, poi, dal Comune e dall’intera comunità barese: una sinergia che ha reso tutto ancora più facile e bello. Sarà un piacere far sì che il nostro Trofeo diventi un appuntamento ricorrente anche per le province di Bari e Bat.

Com’è la risposta dei protagonisti?

Ciò che si registra, ogni volta, è un entusiasmo contagioso e che si dirama a macchia d’olio coinvolgendo una platea sempre più vasta di persone. Siamo partiti da un numero ristretto di fruitori e di associazioni coinvolte, ma l’intento è quello di crescere ancora, richiamando enti, istituzioni, club, associazioni di vario tipo, con l’intento comune di fare del bene. È grandissima, inoltre, l’emozione di noi volontari, che siamo mossi dal desiderio di compiere un bel gesto in favore degli altri ma che, ad ogni evento come questo, riceviamo dai partecipanti più di quanto doniamo. Il nostro Moto Club è da sempre orientato alla solidarietà, anche in occasione di eventi di altro genere, come i raduni pensati per la promozione e la valorizzazione del territorio, dove però il ricavato è sempre devoluto in favore di chi è meno fortunato di noi.

Quali sono i ricordi più belli legati alle attività di MotorTerapia?

L’emozione di chi non vede ma sente il rombo del motore. Di chi può solo immaginare i colori di una moto e quelli della pista, ma avverte ogni vibrazione e la fa sua; la libertà dell’assenza di alcun tipo di barriera; l’entusiasmo per le premiazioni; la gioia di coinvolgere le auto delle Forze dell’Ordine. I sorrisi, poi, primi tra tutti. È questo ciò che ci ripaga e che ci convince della necessità di proseguire nel cammino intrapreso, nell’andare oltre, nel provare a fare sempre meglio, per noi e per gli altri.

 

 

 

 

 

 

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