Aria calda in auto, ecco come funziona

Foto: Ansa

L’aria calda per mantenere l’abitacolo dell’auto confortevole, con la temperatura più adatta al nostro benessere, è un requisito fondamentale in qualsiasi automobile. I princìpi meccanici e fisici che ci consente di ottenere calore d’inverno e regolarne la climatizzazione dipende dall’utilizzo del carburante: solamente il 30% del calore prodotto dalla combustione viene infatti utilizzato per far muovere il veicolo, mentre il restante 70% viene disperso all’esterno. Grazie a un piccolo radiatore interno l’aria calda viene raccolta in automatico, e attraverso un motorino a ventilazione convogliata all’interno dell’abitacolo. Il funzionamento del riscaldamento dell’auto si basa su alcuni princìpi fisici e meccanici. All’interno del motore circola normalmente dell’acqua raffreddata dal radiatore che viene rimessa in circolo per abbassare la temperatura del propulsore, evitandone il surriscaldamento. Una parte di questo calore generato viene in contatto con l’aria esterna disperdendosi, ma grazie a un piccolo radiatore ausiliario viene recuperato e incanalato all’interno dell’abitacolo, tramite le bocchette con le quali direzionarlo. Si tratta quindi di redistribuire e recuperare i flussi d’aria durante i loro cicli di utilizzo, garantendo la temperatura che preferiamo all’interno dell’abitacolo.

Un motore freddo, fermo da tempo, non può disporre di aria calda, eppure esistono automobili che grazie a una valvola termoregolatrice nel circuito di ventilazione che riscalda una resistenza ventilano aria calda in poco tempo. Nel caso in cui sull’auto sia installato un climatizzatore, i tempi di riscaldamento e raffreddamento sono molto rapidi, sfruttando un motorino aggiuntivo collegato al motore e un gas ecologico per attivare il la corretta climatizzazione del veicolo.

Se l’abitacolo non è caldo durante la stagione invernale oppure il ventilatore non riesce a eliminare l’appannamento del parabrezza causata dalla condensa, la vettura è praticamente inutilizzabile. Ma purtroppo esistono diverse ragioni che compromettono il corretto funzionamento e pressione del riscaldamento. I comandi di attivazione del compressore del condizionatore potrebbero essere danneggiati sebbene sia un’ipotesi improbabile; molto più spesso invece il guasto riguarda le componenti dell’impianto. Ad esempio potrebbe non esserci sufficiente acqua all’interno del radiatore e nel circuito di raffreddamento del motore. Altre possibili cause che compromettono il funzionamento dell’impianto di riscaldamento sono il termostato digitale riscaldatore e la pompa di aspirazione del liquido nel circuito di raffreddamento, oppure il danneggiamento della ventola che solitamente si attiva allo spegnimento del motore per abbassarne la temperatura. Il termostato infatti regola la temperatura dell’acqua ma la pompa potrebbe non partire a causa di una valvola di accesso del circuito chiusa e otturata o di un deviatore intasato.

Ci sono, inoltre, altre cause di rottura dell’impianto di riscaldamento che riguardano le componenti minori del circuito di raffreddamento, le valvole termostatiche oppure la formazione di sacche d’aria che impediscono il flusso d’acqua nel radiatore, compromettendone la potenza, perciò bisogna svuotare il circuito di raffreddamento, inserendo nuovo liquido per evitare oltre che l’uscita di sola aria fredda, anche la rottura del motore. Infine anche il termostato potrebbe essersi danneggiato, non più in grado di regolare la temperatura del liquido refrigerante.

Se si sente cattivo odore di bruciato all’interno della vettura potrebbe esserci una perdita di olio del motore oppure dei freni. Potrebbe essersi bruciata la frizione o i gas di scarico che fuoriescono dalla marmitta bucata entrano nell’abitacolo. Un’altra eventualità riguarda sempre l’olio, questa volta del cambio che periodicamente va cambiato, oppure il filtro dell’aria non trattiene più le impurità dall’esterno. Un’altra causa potrebbe riguardare la guarnizione della testata che sta surriscaldando, in quanto l’acqua nel radiatore è insufficiente e di conseguenza il riscaldamento produce odore di bruciato

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