C’è un luogo, in Lombardia, che sembra quasi uscito dalla una pagina di una fiaba. Un borgo raccolto, silenzioso, dove il tempo rallenta e ogni dettaglio racconta qualcosa di antico. Siamo a Castellaro Lagusello, nel comune di Monzambano, in provincia di Mantova, è uno di quei posti che non si attraversano soltanto, ma si vivono lentamente, lasciandosi guidare dall’atmosfera. Arroccato su una piccola collina, il borgo si affaccia su un lago che custodisce uno dei suoi segreti più affascinanti: la forma. Visto dall’alto, infatti, il laghetto disegna un cuore perfetto. Ed è proprio da qui che nasce il suo soprannome più evocativo, quello di borgo degli innamorati. Anche il nome racconta la sua storia: “Castellaro” perché un tempo era un recinto fortificato, “Lagusello” per il piccolo specchio d’acqua che lo accompagna.
L’ingresso al borgo avviene attraverso una grande porta, dove un tempo si trovava anche un ponte levatoio. È da qui che inizia il percorso, segnato subito dalla presenza della Torre dell’Orologio. Imponente, quasi a custodirne l’accesso, la torre scandisce il tempo, ma una volta entrati sembra perdere la sua funzione. Qui, tra vicoli e paesaggi che hanno ancora il “sapore antico” le ore quasi sembrano non contare più.
Poco più avanti si incontra la Chiesa di San Nicola, patrono del borgo. Una piccola chiesa a navata unica, risalente al Settecento, che custodisce al suo interno una Madonna in legno del Quattrocento. L’atmosfera è raccolta, essenziale, e restituisce quella dimensione intima che caratterizza tutto il paese. Uscendo, ci si ritrova tra le stradine del centro storico, tra case in pietra e scorci che sembrano costruiti per essere osservati senza fretta. È proprio camminando che Castellaro Lagusello si svela davvero. Tra i dettagli che più colpiscono c’è una piccola casetta colorata che ospita una libreria di bookcrossing: qui i libri vengono lasciati e condivisi liberamente, un gesto semplice che racconta molto dello spirito del borgo.
Proseguendo tra i vicoli si arriva alla piazzetta dove un tempo sorgeva la rocca, costruita tra l’XI e il XII secolo sotto il dominio degli Scaligeri. Nel corso dei secoli il borgo fu conteso per la sua posizione strategica, fino a perdere progressivamente la sua funzione difensiva e trasformarsi, nel Seicento, in una residenza signorile. Oggi, al posto della fortificazione, si trova Villa Arrighi, che conserva ancora parte delle mura e una torre panoramica da cui si apre una vista suggestiva sul lago e sul paesaggio circostante. Accanto alla villa si trova la Chiesa di San Giuseppe, anch’essa risalente al Settecento, che conserva al suo interno dipinti del Seicento. Qui la dimensione del borgo si fa ancora più autentica, fatta di piccoli gesti quotidiani, di silenzi e di presenze discrete.
Tra le attrazioni da non perdere c’è sicuramente il laghetto “degli innamorati”. E’ quest’ultimo a restituire l’immagine più potente di Castellaro Lagusello. Raccolto, silenzioso, immerso nel verde, è il punto in cui tutto sembra convergere. La sua forma a cuore è divenuto nel tempo simbolo di un luogo che invita a fermarsi, a osservare, a lasciarsi attraversare da una bellezza che cerca nella semplicità il suo punto di forza. Durante l’anno il borgo si anima con diverse iniziative, ma tra tutte spicca la Festa dei Fiori, che in primavera trasforma Castellaro Lagusello in un’esplosione di colori e profumi. Tra laboratori, mostre, attività e visite guidate, il paese si riempie di vita senza perdere la sua identità. Castellaro Lagusello non è un luogo da visitare in fretta. È un borgo che chiede tempo, attenzione, presenza. Un piccolo spazio sospeso tra terra e acqua, dove la bellezza non si impone, ma si lascia scoprire, passo dopo passo.




