L’elevato incremento dei prezzi dei carburanti e dell’energia ha enfatizzato in questi ultimi giorni il divario tra i costi di gestione delle auto in base ai differenti sistemi propulsivi (termici ed elettrici).
Manche alle modalità di utilizzo dei veicoli e soprattutto al prezzo a cui l’utente accede al momento di fare il pieno di energia.
Nel caso delle vetture elettriche, il tipo di colonnine e la tariffa praticata del gestore hanno una influenza molto elevata, tanto che la differenza di costo tra i gli scenari limite (come guidare sfruttando al massimo le prestazioni e ricaricare solo alle colonnine rapide) può costare fino a 5 volte di più rispetto a una guida attenta con ricarica domestica.
E questo influisce evidentemente sulla convenienza che oggi – con il gasolio a 2,03 euro/liro e la benzina a 1,93 – l’auto elettrica può garantire soprattutto su determinate tipologie di utilizzo. E’ il caso di chi la guida su itinerari urbani ed extraurbani che solitamente caratterizzano il pendolarismo. Ed anche la possibilità di ricaricare l’auto durante la notte collegandola ad una presa domestica avvantaggiata dalle tariffe praticate.
Prendendo come riferimento una vettura elettrica di segmento medio e dotata di batteria da 60 kWh, il costo per percorrere 100 km può infatti variare da circa 3,50 a oltre 19 euro. E questo può incidere radicalmente sulla scelta – oggi di grande attualità – fra mobilità 100% elettrica e mobilità con motori termici alimentati con benzina o gasolio.
Lo spiega un dettagliato confronto economico basato sui dati attuali (maggio 2026) che evidenzia come l’auto elettrica possa essere contemporaneamente il mezzo più economico ma anche il più costoso, a seconda di come la gestisce.
Una Bev guidata con attenzione (cioè non per cercare le prestazioni ma per sfruttare al massimo i vantaggi di questa motorizzazione) può infatti consumare in media 14 kWh/100 km che alla tariffa domestica di 0,25 euro/kWh si traducono appunto in una spesa di 3,5 euro ogni 100 km.
Se passiamo invece ad un’auto media di dimensioni analoghe, equipaggiata con un turbodiesel di ultima generazione (e guidata con accortezza) al consumo di 5,5 litri/100 km corrisponde – se il prezzo alla pompa del gasolio è di 2,03 euro/litro – una spesa per 100 km di 11,15 euro. Passando alla benzina – anche se il prezzo alla pompa è inferiore, cioè 1,93 euro/litro – il suo maggiore consumo (6,5 litri per 100 km) fa salire la spesa per coprire 100 km a 12,55 euro.
Ma la sorpresa arriva dall’impiego dell’auto elettrica (sempre con batteria da 60 kWh) che per questa comparazione si suppone essere guidata senza accortezze – ad esempio sfruttando alle ripartenze tutta la coppia motrice – ed essere rifornita solo alle colonnine rapide extraurbane. Il consumo di energia in questo caso schizza a 24 kWh/100 km e il ‘rabbocco’ agli impianti fast, che sono i più comodi ma anche i più cari con tariffe attorno a 0,80 euro/kw (se non di più), fa salire la spesa per coprire 100 k a 19,20 euro.
fonte ansa




