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A marzo 2026 il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna a crescere, pur con un passo ancora prudente. Dopo tre mesi consecutivi di contrazione (da novembre 2025 a gennaio 2026) e un febbraio sostanzialmente stabile, l’UNRAE certifica 17.568 nuove immatricolazioni, pari a un aumento dello 0,7% rispetto a marzo del 2025. Lo spiega Segugio.it.
Il segnale è positivo, ma non è ancora sufficiente per parlare di una vera ripartenza del mercato. Inoltre, va considerato che a marzo 2025 si era verificata una flessione molto marcata, -13,9%, il che rende il modesto recupero più significativo sul piano statistico che su quello effettivo della domanda industriale. Mercato veicoli commerciali leggeri: il ruolo dei canali di vendita
A sostenere il mercato, secondo le analisi disponibili, è stato soprattutto il noleggio a breve termine, +1,9%, che ha dato un contributo decisivo alla tenuta del comparto. Senza questo apporto, marzo avrebbe probabilmente chiuso in calo.
È un elemento importante perché conferma quanto il mercato dei veicoli commerciali leggeri resti esposto alle dinamiche delle flotte e alle scelte dei grandi utilizzatori professionali.
In crescita anche enti e società, che fanno segnare un +1,1% su base annua; le perdite riguardano, invece, le autoimmatricolazioni, -1,1 punti, e il noleggio a lungo termine, -2,4%.
Mercato per alimentazione: plug-in ed elettrico in crescita, diesel in calo
A marzo 2026 il diesel fa segnare una quota del 75,1%, perdendo il 6% su base annua; in calo anche il motore a benzina, -0,3 punti percentuali, che si attesta al 3,7% di quota. Il Gpl scende all’1,8% di share, mentre i veicoli plug-in passano dallo 0,6% di un anno fa al 2,8% di marzo.
Infine, i veicoli commerciali elettrici a marzo salgono al 3,6% di quota (+0,4%), in aumento rispetto al 2,7% di febbraio e al 3,2% dello stesso mese del 2025. Mercato veicoli commerciali leggeri: il quadro del settore
Nel complesso, il mercato dei veicoli commerciali leggeri si muove su livelli inferiori rispetto alle attese di inizio anno. Le prospettive per i prossimi mesi dipenderanno molto dalla capacità delle imprese di rinnovare i parchi circolanti e dagli incentivi o misure di sostegno alla mobilità professionale.
Il settore, infatti, deve fare i conti con una domanda che resta prudente e con un parco veicoli ancora datato, fattore che rende più urgente il ricambio ma non sempre più semplice la decisione d’acquisto.




