Auto con targa estera, norme per cittadini UE ed esteri

Come si legge nell’articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, in Italia, le recenti disposizioni del ministero dell’interno hanno ridefinito le normative inerenti alla possibilità di circolare con targa estera.

È stato stabilito il divieto per chi ha fissato la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero; per i trasgressori, è prevista una multa amministrativa compresa tra 712 e 2.848 euro, oltre al sequestro del mezzo. Chi è soggetto alla sanzione, è obbligato di conseguenza a re-immatricolare il veicolo entro 180 giorni. Le uniche eccezioni, che permettono la circolazione con targa estera sono le seguenti:

  • il veicolo è concesso in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio Economico Europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva.
  • il veicolo è concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa costituita in un altro stato membro dell’Unione europea o aderente allo spazio economico europeo, che non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva.

La normativa e le limitazioni vigenti, hanno provocato non pochi problemi a professionisti e lavoratori stagionali che soggiornano in Italia per più di 60 giorni senza essere fissi sul nostro territorio, costretti ad immatricolare l’auto.

Con la circolare del 4 giugno, il Viminale ha bloccato il divieto per tutti coloro che possiedono la residenza normale in Italia ( il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona dimora abitualmente per almeno 185 giorni all’anno per interessi personali, professionali oppure se sussistano stretti legami tra la persona e il luogo in cui essa abita).

Foto da Pixabay

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