Turismo, la macchia verde dell’entroterra: Murgia e gravine di Puglia

Se la Puglia è da tutti riconosciuta per l’azzurro della sua costa, è anche vero che a catturare l’occhio del visitatore è anche il verde intenso e cervone dell’area dell’entroterra, che si stende come una macchia vivace tra i 13 comuni che ospitano il famoso Parco nazionale dell’Alta Murgia. In quest’area che copre più di 68mila ettari tra le province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, sconfinati sono gli spazi e le distese di steppa in cui immergersi. Luoghi essenziali in cui entrare in connessione con la natura.

Una terra di camminate lente tra i pascoli brulli e rocce carsiche, dove il colore dei fiori e l’odore delle erbe selvatiche è un’esperienza indimenticabile, che ci porta ad apprezzare ciò che è fuori ma anche a guardarsi dentro. Addentrandosi nei territori di Altamura e Gravina è possibile ammirare due delle più grandi doline carsiche della Murgia, enormi voragini formatesi dall’erosione sotterranea delle rocce: il Pulo e il Pulicchio. Qualche chilometro più a nord si raggiunge la vicina Poggiorsini dove si staglia un’altra meraviglia nascosta: è la rocca del Garagnone, che spicca nella fossa bradanica, un enorme blocco di roccia dove è facile ammirare il volo dei falchi grillai. E poi, ancora, il viaggio prosegue verso le spettacolari gravine di Laterza dove, a passo di trekking, lungo una crepa lunga 12 chilometri e profonda fino a 200 metri, ci si immerge in ere passate tra rocce e paesaggi mozzafiato.

Tra colline terrazzate, rocce appuntite, canyon impervi, cripte e grotte, si staglia così l’altopiano delle Murge: immerso nel cuore della Puglia, grazie alla centralità della sua posizione, consente al visitatore di spostarsi e raggiungere facilmente i maggiori siti di interesse. La Murgia si presta, in particolar modo, alle attività all’aria aperta come la bicicletta, il trekking, le passeggiate a cavallo e le arrampicate. Spettacolari sono i fenomeni di carsismo che, nei secoli, hanno eroso la pietra calcarea tipica della zona, dando vita a grotte, inghiottitoi, puli e gravine. A costellare il paesaggio murgiano sono, poi, i numerosi “jazzi” e “masserie” sparse sul territorio: costruzioni tipiche che aprono le porte al visitatore e cuore pulsante per la produzione di prodotti caseari, gli allevamenti e l’economia locale. In questo, senso, l’enogastronomia rappresenta il vero fiore all’occhiello della zona, con decine di vigne e frantoi d’eccellenza.

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