Il Sud è indietro rispetto al resto d’Italia per quanto riguarda le piste ciclabili. È quanto emerso dal 20esimo Rapporto sulla mobilità degli italiani realizzato da Isfort, Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti. Entrando più nel dettaglio, tra il 2018 e il 2021, la produzione di biciclette in Italia ha mostrato una costante crescita, tuttavia, nel corso del 2022, si è verificata una significativa contrazione del 17,9%, passando da 2,91 a 2,39 milioni di unità.
Questo calo contrastante con le tendenze degli anni precedenti indica una fase di cambiamento nel settore. Parallelamente, le biciclette a pedalata assistita hanno acquisito una maggiore importanza, rappresentando il 19% del totale nel 2022. Nonostante l’aumento complessivo della produzione di biciclette, la situazione nelle città italiane non è omogenea per quanto riguarda le infrastrutture ciclabili. Nel 2021, a livello nazionale, si contavano 27,4 chilometri di piste ciclabili ogni 100 km2 di superficie territoriale. Tuttavia, il rapporto evidenzia disparità significative tra i Comuni del Nord e quelli del Centro e del Sud. In particolare, si osserva un notevole divario nelle dotazioni ciclabili tra le diverse regioni. Le città del Centro-Sud presentano tassi di crescita più elevati, con un aumento del 9,9% nel Centro e dell’8,6% nel Sud tra il 2020 e il 2021, rispetto a un modesto aumento del 6,4% nel Nord.
Va sottolineato che, nonostante la contrazione complessiva nella produzione di biciclette, l’incremento delle infrastrutture ciclabili varia a seconda delle regioni, con i Comuni del Nord che continuano a registrare un aumento più marcato rispetto alle altre aree del Paese. Questi dati riflettono una dinamica complessa e sfaccettata nell’evoluzione della mobilità sostenibile in Italia.




